SENTENZE | 18659/2020 sulla sospensione dell’indennizzo nel percorso casa-lavoro

Uno degli argomenti meno trattati, ma di comunque grande importanza per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori, riguarda la tutela durante il percorso casa-lavoro.

Nella sentenza che andiamo a presentare oggi andremo ad analizzare se l’indennizzo INAIL per i sinistri che si verificano nel percorso casa-lavoro si interrompe nel caso di permesso per motivi personali.

Nella fattispecie si tratta di una sentenza relativa al ricorso degli eredi di un lavoratore deceduto a causa di un sinistro stradale mentre, al termine di un permesso ottenuto per motivi personali, tornava da casa sul luogo di lavoro; avversi alla sentenza della Corte d’Appello i ricorrenti denunciano che:

  • la Corte aveva ritenuto che la fruizione di un permesso per motivi personali escludesse il nesso di causalità tra l’infortunio e l’attività lavorativa
  • la Corte non aveva considerato che, nel caso di specie, l’infortunio si era verificato nel tragitto necessario per ritornare sul luogo di lavoro.

Secondo la Corte di Cassazione i due motivi possono essere esaminati congiuntamente.

Nella fattispecie, si rileva che “l’art. 2, comma 3°, T.U. n. 1124/1965, nel testo applicabile ratione temporis risultante dalla modifica apportata dall’art. 12, d.lgs. n. 38/2000, prevede, per quanto qui rileva, che «salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l’assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro», precisando che «l’interruzione e la deviazione si intendono necessitate quando sono dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili o all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti» e che «l’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato», mentre «restano […] esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall’abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall’uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni», nonché quelli avvenuti nell’ipotesi che il conducente sia «sprovvisto della prescritta abilitazione di guida»;

Interpretando quindi tale disposizione, la Corte va a chiarire che questa amplia la tutela assicurativa a qualsiasi infortunio verificatosi lungo il percorso da casa al luogo di lavoro “restando per conseguenza confinato il c.d. rischio elettivo a tutto ciò che sia dovuto piuttosto ad una scelta arbitraria del lavoratore, il quale crei ed affronti volutamente, in base a ragioni o ad impulsi personali, una situazione diversa da quella legata al c.d. percorso normale, ponendo così in essere una condotta interruttiva di ogni nesso tra lavoro-rischio ed evento (così Cass. n. 7313 del 2016, in motivazione);

Per questo e per altre più dettagliate motivazioni la Corte di Cassazione accoglie in toto il ricorso cassando la sentenza impugnata.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.