MANCATA VERIFICA IMPIANTI DI TERRA

La verifica della messa a terra di un impianto elettrico è un dovere del datore di lavoro. La normativa a cui occorre fare riferimento è il DPR 462/01, che indica chi sono i soggetti abilitati alla verifica degli impianti e la periodicità con cui deve avvenire. Nel testo non si fa specifico riferimento alle sanzioni previste per il datore di lavoro in caso di inottemperanza, viene solo indicato l’obbligo di conservare e mostrare quando richiesto il verbale di verifica che viene rilanciato ogni qualvolta questa avvenga. Il datore di lavoro è tenuto a richiedere la verifica dell’impianto di messa a terra ogni cinque anni, a meno che non si tratti di cantieri, locali adibiti ad uso medico o ambienti a rischio incendio alto, infatti per questi luoghi di lavoro è prevista una verifica biennale.

Sanzioni previste

Come anticipato il DPR 462/01 non indica le sanzioni per la mancata verifica degli impianti di messa a terra. Specifiche in questo senso sono contenute nel D.Lgs. 81/08 e nelle successive modifiche del DLgs 106/09. Le sanzioni sono sia penali che amministrative, a seconda della gravità e dell’entità del reato.

Sanzioni amministrative

Questo tipo di sanzione viene applicato quando non viene effettuata la manutenzione periodica su impianti di messa a terra, impianti di protezione scariche atmosferiche e impianti elettrici in zone con pericolo esplosione. Le sanzioni amministrative intervengono anche nel caso in cui ci sia un’ispezione e non si posseggono i verbali delle verifiche effettuate. Nello specifico in entrambi i casi è prevista una sanzione pecuniaria tra 500€ e 1800€.

Sanzioni penali

Le sanzioni penali sono previste in caso di:

  • mancata verifica degli impianti di messa a terra;
  • mancata valutazione del rischio fulminazione;
  • mancata redazione del documento per il calcolo delle zone con pericolo esplosione;
  • mancanza di protezione dal rischio contatto;
  • mancanza di protezioni dalle sovratensioni.

Sono stati previsti l’arresto da 3 a 6 mesi o un’ammenda tra 2500€ e 6400€ in caso di mancata valutazione del rischio fulminazione, mancata verifica degli impianti di messa a terra nelle zone a rischio esplosione. Mentre è previsto l’arresto tra 2 e 4 mesi o un’ammenda tra 1000€ e 4800€ in caso di mancata protezione dal rischio contatto; in caso di mancata verifica degli impianti di messa a terra; mancata verifica degli impianti di protezione dai fulmini; non è stata programmata la manutenzione dell’impianto.

In ogni caso la manutenzione e la verifica degli impianti di messa a terra deve essere effettuata da enti abilitati dal Ministero delle Sviluppo Economico, sulla base della normativa tecnica europea UNI CEI, o in alternativa dalla ASL o dall’ARPA.

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